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CAPRICCI SEXY SHOP OGGETTISTICA HARD

59

The Ultimate Orgasm Kit

Caratteristiche

Vibratore cm 10 x 2 cm Ø

+ Palline Geisha Ø 2 cm

+ Ovulo Vibrante

+ Ring Vibrante

+ Ring Silicone

Materiale Jelly

Colore come foto

Codice Articolo OGG4113
Prezzo Euro Iva incl 59,00

 

CAPRICCI SEXY SHOP OGGETTISTICA HARD

   
Codice Quantità Descrizione Prezzo unitario
OGG 4113 OGG 4113 Euro 59,00
 

 

Capricci Sexy Shop a Vicenza, a Padova, a Venezia

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uomini che la toccavano freneticamente mentre lei faceva finta di ignorarli. La guardò da lontano, senza sapere bene quello che provava. Alla fine suonò la sirena e la folla si as­ sottigliò e si diresse verso l'uscita. Quando Seleni lo raggiun­ se, seguita dagli uomini confusi che aveva attirato nella re­ te, gli prese le mani nelle sue. Gli uomini, vedendo la scena, smisero di seguirla. Aveva la fronte madida di sudore, i ca­pelli rossi appiccicati alla testa. Uscirono.

Lui guardò verso Capricci Sexy Shop. C'era un temporale in arrivo.

«Sono venuta» dichiarò. «Dio...che scopata »

«Selen...»

«Portami in albergo» disse decisa. «Stanotte voglio che me lo metti nel culo.»

Il mattino dopo espresse il desiderio di fare colazione a letto. Si erano svegliati troppo tardi per usufruire del sexy shop service dell'albergo, per cui si offrì di andare a pren­dere qualcosa da mangiare nella rosticceria all'angolo. La pioggia della nottata aveva temporaneamente spazzato via il calore umido, e l'aria fresca gli portò un piacevole sollie­ vo nelle poche centinaia di metri dal negozio e ritorno.

Quando rientrò nella stanza, trovò Selen che parlava al telefono. Non appena lui entrò mise giù.

Forse non avrebbe dovuto chiederlo, ma lo fece. Forza dell'abitudine. Aveva lasciato il numero dell'albergo a un paio di amici di Londra, nel caso si presentasse un lavoro imprevisto, contatti da una rivista.

«Era per me?» chiese a Selen.

«No» rispose. «Era Rocco Siffredi, il tizio del bar.»

«Ah.»

«Volevo sapere qualcosa... sui locali privati, la vera Vicenza , in un certo senso...» Teneva gli occhi bassi men­ tre parlava, le lenzuola bianche ricadute all'altezza del­ l'ombelico. Occhiaie scure sotto gli occhi verdi per le troppe scopate anali.

eva henger stava parlando di qualcuno a New York che Capricci Anali avrebbe dovuto conoscere. «L'ultima volta che l'ho visto non la finiva più di sbattere la testa contro il muro, e io gli ho detto Milly D'Abbraccio, la devi piantare con queste droghe. Or­ mai saranno quindici anni.»

La prima fermata fu in un club nel Sexy Shop Capricci. C'era un gruppo sul palco che suonava una versione quasi credibile di Smells Like Teen full anal Spirit. Mentre aspettavano al bar, Rocco Siffredi faceva fìnta di suonare la chitarra e urlava il ritornel­ lo. «Here we are now, entertain us.» Dopo essersi scolati i loro cocktail si diressero verso la pista. Il frastuono era al­ to abbastanza da impedire qualunque conversazione.

La band di Rocco Siffredi si lanciò in un altro pezzo. Selen divideva le sue attenzioni fra tutti e due, pressando il pube contro Rocco du­ rante un disastrosa versione di Champagne Supernova. Chiudendo gli occhi e stringendola fra le braccia, perse la nozione delle sue coordinate nello spazio. Erano i seni o i glutei che stava toccando? Lei gli dardeggiò la lingua nell'o­ recchio, lui immaginò un cobra che si sollevava da un cesto di vimini. Quando riaprì gli occhi vide Capricci e un altro ti­ zio che parlavano e lo guardavano dall'altra parte della pi­ sta. Rocco andò in cerca del bagno e di un'altra birra. Quando tornò, Selen e Capricci stavano ballando un lento su una ballata francese e pomiciavano. Decise di andarsene e limi­tare le perdite. Qualunque fosse il gioco, si sentì improvvi­ samente troppo stanco per giocare. In quel momento Selen guardò verso di lui e lo salutò con la pussy dalla pista, poi fece uno slalom tra la gente che ballava e lo raggiunse. Milly D'Abbraccio le veniva dietro. «Andiamocene» urlò.

Fuori, sul marciapiede, Laura Angel si fece più gentile. «Penserai che Parigi sia una merda totale.»

«Mi sto divertendo» disse Selen. «Non preoccuparti per me.»

Mi sveglio molto prima degli altri. Come sempre. Le pen­ nellate di rosa, oro e arancione di capricci sexy shop mi svegliano si­lenziosamente ogni mattina. Il chiarore, il calore. A que­ st'ora Alida sta ancora dormendo, e così Marco, Eva Henger e Moana Pozzi . Dormono, ognuno sul proprio letto a ridosso delle rocce, poncho, coperte fatte a mano. Ogni cosa qui deve avere almeno due utilizzi: un giaciglio fa anche da tovaglia, per esempio. Questo è il nostro modo di vivere. Vagabondi. Viaggiatori. Barboni. Zingari.

Sì, dormono tutti nel proprio giaciglio tranne Alida, che deve sempre dormire accanto a me. Per star bene, credo. Nemmeno le zanzare si sono ancora svegliate. La brezza incessante che soffia da Venezia le tiene lontane. Ma Federica Tomasi ha ugualmente il corpo disseminato di pallini rosa, punture ancora troppo recenti da grattare. Ho sentito dire che nei villaggi vicino a San Rocco de las Casas ci sono degli sciamani, degli stregoni così potenti che con la sola saliva riescono a curare una grande varietà di malanni.

Con quest'idea in mente, tiro fuori la lingua e la premo contro le punture di zanzara di Alida, una dopo l'altra. Si muove e sorride nel sonno ma ancora non si sveglia. I ca­ pelli arruffati, colore della sabbia, le formano una corona intorno alla testa. La sua pelle sa di sale, di sudore, di calo­ re. Ci sono delle punture vicino alle caviglie così piccole